Programma di Puntozero, connettivo politico
(in fase di completamento).

La strategia di azione

Il nostro programma riguarda, in via prioritaria, i seguenti ambiti:
  • 1 – Ambiente e Territorio
  • 2 – Agricoltura e Alimentazione
  • 3 – Salute e sanità

L’Ambiente e l’Agricoltura sono indispensabili alla vita, entrambi radicati nei quattro elementi fondativi della nostra cultura: Acqua, Aria, Terra e Fuoco.

"Non dovremmo mai dubitare che un piccolo gruppo di persone,
consapevoli ed impegnate,
possano riuscire a cambiare il mondo,
perché in realtà è andata sempre così." - Margaret Mead

L’Agricoltura e l’Ambiente sono la traccia che conduce alla riscoperta dei bisogni fondamentali: il cibo, il rapporto con la natura, il paesaggio, l’arte, la bellezza, l’armonia.

La crisi del nostro Paese ci offre la straordinaria opportunità di riconvertire un mondo di consumatori frustrati in un mondo di produttori appagati. Il ritorno ad un’economia produttiva distribuita su tutto il territorio, ad un credito cooperativistico in esso radicato nel nostro territorio, ad un'agricoltura diffusa, possono ridarci il controllo sulla nostra vita quotidiana. Il progressivo affermarsi di un’agricoltura sempre meno dipendente dal petrolio e sempre meno ostaggio delle grandi multinazionali di settore, ci garantirà prodotti sani per una sana alimentazione locale a km 0.

Il nostro territorio e le sue immense ricchezze naturali, paesaggistiche, artistiche e architettoniche, sono premessa per riconquistare la bellezza perduta, per il cui nostro Paese è noto e celebrato nel mondo. Valorizzare questa riserva inesauribile di storia, creatività, e tradizioni che l'Italia possiede, ha le potenzialità per rimettere in moto un'economia oggi asfittica, finora basata su logiche di devastazione predatoria, che non ha solo deturpato l'estetica dei luoghi, ma a lungo andare ha affossato ogni etica di rispetto e di cura dell'ambiente in cui viviamo.

Queste sono le condizioni indispensabili per garantire il terzo cardine del nostro progetto di politica civile: promuovere e mantenere la Salute dell’individuo e della comunità. La salute, come dice l’OMS, è uno stato di ben-essere del corpo, della mente, delle relazioni sociali e, noi aggiungiamo, dello spirito. La salute è un processo globale e dialettico che si realizza fra territorio, comunità e individuo, i quali hanno tutti bisogno di ambiente, di nutrimento e di relazioni sani.

Occorre ripartire dalle relazioni umane, ponendo al centro della questione il recupero di rapporti solidali e cooperativistici: una realtà che non viene tradotta in valore economico nei bilanci, ma che su di essi incide. In questa prospettiva è necessario operare affinché cambi radicalmente anche la natura ed il fine del lavoro, che oggi consuma tanta parte della nostra vita: esso non può più essere dipendenza e schiavitù, finalizzate alla produzione e consumo compulsivo di merci in corresponsione di un salario di sopravvivenza. Dobbiamo diminuire la quantità di lavoro richiesta a ciascuno, per permettere a tutti di recuperare tempo alla vita. Il lavoro deve permettere l’espressione della creatività individuale, sovvertendo gli attuali obiettivi di efficienza e di produttività che hanno solo prodotto disoccupazione, malessere e infelicità.

Il nostro modello di lavoro civile è l’attività di cura, da quella svolta per lo più dalle donne in casa e in famiglia, a quella sostenuta dagli operatori dell’assistenza, dell’istruzione, della cultura, dell’enogastronomia.

Le innumerevoli esperienze condotte in questi anni in Italia e nel resto del mondo mostrano idee e soluzioni innovative per reinventare il modo in cui si partecipa collettivamente alla costruzione di una realtà più umana con nuove forme di occupazione. A causa della tecnologia moltissimi individui sono stati espulsi dal mondo del lavoro quando ci dovremmo aspettare invece che, proprio grazie alla tecnologia, si dovrebbero sgravare gli occupati da un carico di lavoro eccessivo in modo da ridistribuire il lavoro fra gli inoccupati, così come conseguentemente dovrebbe essere ridistribuita equamente fra tutti la ricchezza prodotta. Questo è il vero scopo di una società matura che ha gli strumenti e le risorse per garantire a tutti un benessere equilibrato, responsabile e sostenibile.
L’incremento dell’occupazione passa dal potenziamento delle attività ad alto contenuto creativo, evolute e cooperative, quali:

  • agricoltura e agricoltura sociale,
  • messa in sicurezza del territorio dal dissesto idrogeologico,
  • recupero del patrimonio architettonico e artistico,
  • potenziamento di tutte le attività culturali ed artistiche,
  • diffusione dell'enograstronomia e del turismo di qualità,
  • sviluppo della ricettività alberghiera con alberghi diffusi,
  • sostegno dell'artigianato locale e del commercio di prossimità,
  • incremento del trasporto pubblico capillare a bassa velocità per ridurre lo spostamento su gomma,
  • investimento sul risparmio energetico e nuove energie,
  • valorizzazione delle attività di assistenza svolte dalle donne nelle case, dal terzo settore e dal volontariato,
  • coworking.

Le iniziative di solidarietà, di cooperazione, e di volontariato, già presenti e sviluppate sul territorio regionale, vanno sostenute attraverso la loro ricognizione e censimento, il collegamento e la messa in rete delle associazioni e dei gruppi attivi

Deve essere svolta un’approfondita analisi delle forme di occupazione atipica e innovativa, riconoscendo loro una valorizzazione economica, con relativa iscrizione come voce concorrente alla formazione del bilancio regionale.

Come strumento essenziale per una vera espressione democratica, va infine promossa l’effettiva partecipazione dei cittadini all'attività politica attraverso la messa a disposizione di sedi istituzionali per favorire un costante dialogo e ogni possibile forma di consultazione trasparente, di progettazione partecipata e condivisa coi cittadini delle azioni intraprese e da intraprendere.

Le nuove idee non potranno che essere elaborate all’interno di contesti collaborativi ed aperti che Puntozero intende realizzare concretamente.

Le Azioni prioritarie proposte

1 – AMBIENTE E TERRITORIO

1.1. – Misure di salvaguardia ambientale e territoriale.

Stop immediato al consumo di suolo.
In 10 anni, nella Regione Piemonte il consumo di suolo è stato pari a quello dell’edificazione di una nuova città di Torino. L’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale (ISPRA) nel suo IX Rapporto dell’ottobre 2013 ha calcolato che l’Italia perde 70 ettari di suolo al giorno. Occorre fermare immediatamente questo scempio, con misure drastiche ed urgentissime, che rendano possibili soltanto il recupero e la ricostruzione di siti esistenti. Innestandosi sulla normativa regionale e nazionale esistente, che peraltro già prevede in buona misura la tutela del suolo, evitando l’ulteriore perdita di suoli agricoli, occorre rendere: – più vincolante la normativa sulla riqualificazione dei siti già urbanizzati impedendone tassativamente l’espansione su nuovi suoli agricoli; – più semplice la procedura per il riutilizzo delle aree dismesse e già compromesse, favorendone la possibilità di riconversione a verde pubblico (giardini, parchi, orti urbani).

1.2. – Urbanistica e pianificazione territoriale.
Bisogna ri-acquisire il controllo legislativo integrale della materia ispirandolo ai principi di:

  • – divieto assoluto di ulteriore consumo di suolo nelle aree ad alta urbanizzazione;
  • – necessità, strategica, di ripopolare produttivamente le vaste aree abbandonate, attraverso incentivi compatibili con l’ambiente e disponendo procedure semplificate per l’insediamento di realtà produttive, fino ad arrivare a zone a Burocrazia Zero.

1.3. – Riqualificazione dei centri storici e recupero del patrimonio architettonico.

  • – Contrasto all’abbandono dei centri storici a vantaggio di aree residenziali o commerciali periferiche, con valorizzazione dei luoghi di valore storico come preziosa risorsa per la qualità della vita e per il turismo.
  • – Incentivazione, attraverso sgravi fiscali o l’erogazione di contributi pubblici, ai cittadini e alle attività imprenditoriali per mantenere residenze o insediare attività nelle aree di pregio, impegnandosi in opere di riqualificazione o di ripristino delle condizioni originarie.
  • – Valorizzazione delle risorse demaniali in co-gestione con i cittadini singoli o in associazione finalizzate a progetti sociali e culturali.
  • – Ai fini del recupero del patrimonio architettonico, dare immediata attuazione alla L.112/2013 (Disposizioni urgenti per la tutela, la valorizzazione e il rilancio dei beni e delle attività culturali e del turismo), per la riabitazione e il recupero degli edifici di valore storico-architettonico, dandoli in concessione d'uso, a basso costo, a cooperative di artisti per residenza e attività culturali.

1.4. – Infrastrutturazione territoriale

La dotazione di infrastrutture sul territorio deve rispondere ai criteri di equità, efficienza ed economia. Nel quadro di uno sviluppo sostenibile, la rete dei trasporti pubblici dovrà ritornare a dare risposte efficienti alla maggior parte della popolazione che usa quotidianamente i mezzi pubblici per spostamenti di breve raggio.
Contemporaneamente dovrà essere implementata la vasta diffusione delle reti telematiche di ultima generazione, anche in gestione autonoma da parte dei cittadini, in modo da consentire la smaterializzazione delle comunicazioni, facendo circolare ad alta velocità solo idee e servizi invece delle merci che per giungere alla destinazione finale oggi fanno il giro del mondo.

1. 4.1 - Potenziamento dei trasporti sostenibili correlato a forme innovative di occupazione.

Oggi la distanza abitazione-lavoro-servizi, oltre a condizionare pesantemente i tempi e la qualità della vita, muove flussi di persone che, per la diminuzione del trasporto a bassa velocità, devono servirsi del proprio mezzo di trasporto, con gravi conseguenze per l'inquinamento, i flussi di traffico, e i consumi energetici.

La complessità del problema necessita di una articolata strategia che prevede:

  • – l’incoraggiamento alla diffusione di nuove tecnologie in grado di permettere l’attività lavorativa a domicilio, riducendo gli spostamenti e aumentando la possibilità di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro: il futuro non è la mobilità fisica delle persone, ma la mobilità delle idee e delle informazioni;
  • – diffusione dei servizi e degli uffici pubblici oggi eliminati dal territorio, potenziando la connettività telematica tra gangli periferici e centrali, con l'obiettivo dell'efficienza e del contenimento dei costi;
  • – il territorio piemontese è affetto dal fenomeno del digital divide e i servizi di connessione in banda larga sono carenti in gran parte dei territori montani e pedemontani. Per ridurre la mobilità delle persone e potenziare la diffusione delle informazioni e dei dati, premessa necessaria anche alla realizzazione degli obiettivi sopra esposti, occorre intervenire per sanare questa disuguaglianza, con interventi, per altro, in grado di creare occupazione capillare e distribuita con il coinvolgimento diretto delle amministrazioni e degli imprenditori locali.

1.5 – Riduzione dell'inquinamento ambientale

1.5.1. L’inquinamento atmosferico dovuto all’immissione di gas nocivi derivanti dal traffico, dai fumi dei riscaldamenti, delle produzioni industriali e degli inceneritori, è causa del grave incremento di patologie acute e croniche nella popolazione. Dovranno essere ripristinati i regolari controlli sui tassi di inquinamento soprattutto nei luoghi di massima concentrazione di emissioni (a partire dal capoluogo di regione, Torino, città fra le più inquinate d’Europa).

Si agirà con massima tempestività per :

  • ridurre il traffico privato con incremento del trasporto pubblico a bassa emissione
  • favorire la riduzione delle emissioni dei riscaldamenti con incentivi alle energie rinnovabili
  • controllare e ridurre drasticamente le emissioni industriali nei siti ad alta concentrazione abitativa.

1.5.2. Il secondo aspetto dell’inquinamento ambientale è lo sversamento nelle acque e l’interramento al suolo di rifiuti tossici e radioattivi di cui, la Terra dei Fuochi è un tragico ma purtroppo non unico esempio, vedi l’inquinamento del Lambro di cui nessuno ha più fatto parola dopo il gravissimo incidente avvenuto due anni fa. La pratica messa in atto è illegale ma quanto mai diffusa.

Si agirà con massima tempestività per :

  • – Esso richiede una puntuale vigilanza di siti e trasporti e una repressione tempestiva ed efficace delle attività criminali che vi sono collegate.
  • – Attraverso la diffusione dei controlli epidemiologici, che oggi i cittadini e gli operatori più responsabili hanno attivato in forma indipendente, si terrà sotto controllo l’andamento delle patologie mentre d’altro canto attiveremo politiche di razionalizzazione dello smaltimento dei rifiuti privati e industriali.

1.6 – Salvaguardia dell’acqua pubblica

Adozione di misure legislativa di contrasto alla privatizzazione dell'acqua in attuazione dell'esito del referendum popolare attraverso :

  • – il recupero della giurisdizione territoriale del ciclo delle acque con trasformazione degli enti gestori in enti consortili di diritto pubblico;
  • – la salvaguardia, recupero e gestione delle acque di superficie ed irrigue;
  • – il coinvolgimento diretto della popolazione per la razionalizzazione dell’uso dell’acqua attraverso campagne di comunicazione e l’educazione nelle scuole;
  • – la diffusione e potenziamento dei punti acqua di distribuzione territoriale al pubblico per limitare i costi ambientali di imballo e di trasporto.

1 – AGRICOLTURA E ALIMENTAZIONE

2.1. – Misure di sostegno all'agricoltura.

Incentivare la diffusione capillare sul territorio di un’economia basata sulla piccola e media impresa in agricoltura tramite le seguenti azioni:

  • – redazione del “Programma di Sviluppo Rurale” 2014-2020 della Regione Piemonte, ancora mancante della versione definitiva approvata dalla U.E., sulla multifunzionalità in agricoltura, che renda possibili per le aziende agricole le tante integrazioni di reddito ipotizzate nel Decreto Legislativo 228/2001.
  • – ottimizzare e semplificare l’accesso ai finanziamenti comunitari (I e II pilastro della PAC), per trasferire alle imprese significative risorse senza inutili e costosi balzelli ed in tempi burocratici ragionevoli;
  • – incrementare i fondi destinati all’assistenza tecnica alle imprese, alla loro formazione ed all’informazione dei consumatori;
  • – ridefinire il concetto di area marginale o svantaggiata, includendovi non solo le aree montane, ma anche le vaste aree collinari abbandonate da un’agricoltura produttiva, per favorire ed incentivare la creazione di nuove imprese agricole;
  • – facilitare la disponibilità della terra in aree marginali, procedendo a censire i terreni ed i fabbricati demaniali, comunali e privati abbandonati non utilizzati o sottoutilizzati e consentendo ai Comuni di assegnarli ad aspiranti agricoltori, predisponendo strumenti compreso l'accesso al credito facilitato, e facendosene garanti verso i proprietari;
  • – sostenere l’autoproduzione alimentare, promuovendo, diffondendo e educando alla creazione e alla diffusione degli orti urbani

2.2. – Misure a favore di una sana alimentazione.

  • – Sviluppo di Centri di conservazione della biodiversità presso Associazioni e Fondazioni senza scopo di lucro, Scuole e Istituti Agrari, Università rendendo possibile a tali centri, sotto il controllo dell’Osservatorio Malattie delle Piante della Regione Piemonte, la produzione, la commercializzazione di sementi, piante e materiali di propagazione.
  • – Collegamento in rete delle Scuole e degli Istituti di Agraria con le Università di agraria e veterinaria del Piemonte, per consentire di effettuare, anche nelle scuole superiori, ricerca e sperimentazione in campo, nonché per favorire la continuità formativa.
  • – Sostegno alla ricerca di metodi agronomici e colturali per giungere a un ridotto o nullo impiego di derivati del petrolio in costanza della produzione (es. l’agricoltura bio-intensiva).
  • – Promozione delle filiere autenticamente locali, attraverso la diffusione e l’educazione al consumo di tali prodotti: capitolati di gara per mense scolastiche e dei servizi pubblici, attività di educazione al gusto e al consumo consapevole, ricerca e salvaguardia capillare delle antiche tradizioni alimentari, diffusione dell’enogastronomia locale.
3 – SALUTE E SANITA'

3.1. – La salute.

In materia sanitaria la competenza della Regione è massima dopo la modifica del Titolo V della Costituzione.

La Sanità consuma circa l’80% del bilancio regionale, il che purtroppo non vuol dire che siano sempre soldi ben spesi.
Ponendo in via preliminare la necessaria distinzione che sanità non vuol dire salute e viceversa, anche se per preservare la nostra salute occorre una buona sanità, piuttosto che una mediocre o decisamente cattiva, la salute, individuale e collettiva, è al centro del nostro programma.

Per fare salute e ridurre la necessità di ricorso alla sanità, bisogna passare dalla cura alla prevenzione.
Salute significa: aria respirabile, territorio non inquinato, alimentazione salubre, lavoro sicuro e sicurezza sul lavoro, ma soprattutto buona qualità della vita e delle relazioni umane.

Per fare questo, occorre rafforzare le comunità, la solidarietà e le relazioni di prossimità.
L’agricoltura, l’alimentazione, la cura del territorio, l’attenzione al paesaggio riqualificano l’ambiente in cui vive la comunità e la pongono in un contesto che favorisce e contribuisce largamente al mantenimento di uno stato di benessere fisico e psicologico.

Gli strumenti legislativi in merito a questi punti possono essere reperiti interamente a livello regionale promuovendo e sostenendo iniziative locali nei comuni grandi e piccoli.

3.2. – La Sanità.

La Sanità riguarda invece gli strumenti e i rimedi di cui disponiamo per contrastare le malattie acute e croniche, una volta che esse si sono prodotte e manifestate.

3.2.1. – Misure urgenti

Tenendo presente che i settori fra i più indispensabili dell’emergenza – Pronto Soccorso, DEA, 118, Rianimazioni – oggi versano in grave rischio di chiusura o di ridimensionamento, occorre immediatamente prevedere, in ogni ASL e ASO, le prossime carenze di personale e predisporre con massima tempestività le misure di compensazione nelle sedi che prevedibilmente saranno a breve in grave criticità:

  • – sostenendo il lavoro di chi rimarrà in servizio con adeguati strumenti associativi e integrativi che ne valorizzino e ottimizzino l’operato;
  • – assumendo medici, infermieri professionali, tecnici e operatori sanitari, stipulando con l’Università accordi sulle figure e il numero di persone da formare, tenendo conto dei tempi di preparazione e di inserimento nel mercato del lavoro.

3.2.2 – La medicina territoriale

Essa deve riappropriarsi di un ruolo centrale nella prevenzione e controllo delle patologie croniche che per lo più affliggono la popolazione anziana attraverso:

  • – monitoraggio regolare e tempestivo dell’andamento della salute nella popolazione, su cui impatteranno a breve  l’impoverimento economico, la disoccupazione e la precarietà del lavoro, il decadimento dei livelli medi di istruzione, l’aumento delle fonti inquinanti (emissioni da traffico, inceneritore, TAV, etc.);
  • – rafforzamento dei Servizi di Prevenzione medici e veterinari delle ASL, dedicati alla vigilanza e al controllo sulla sicurezza ambientale, alimentare e sul lavoro, oggi gravemente penalizzati dalla spending review, e che sono invece presidi essenziali e indispensabili per la salute della comunità e del territorio;
  • – per un'effettiva prevenzione primaria, perseguimento di un’intensa e diffusa opera di riqualificazione del personale addetto alla sanità pubblica: gli ospedali e le strutture sanitarie, come previsto dalle politiche HPH (Health Promoting Hospitals) dell’OMS, dovranno sempre, più trasformarsi in sedi attive di educazione alla salute e di empowering della popolazione con formazione e addestramento, a prendersi cura di sé e del proprio benessere con alimentazione sana, pratica del movimento, ri-adeguamento degli stili di vita. La salute passa anche dalla decrescita attiva e consapevole del consumo di prestazioni e di farmaci, spesso inutili quando non già dannosi di per sé;
  • – riconversione dei piccoli ospedali, minacciati di chiusura a causa della la spending review, in strutture aperte di prossimità, aperte se non H24 almeno H12,trasformandoli in country hospitals, gestiti dal personale rimasto in servizio in integrazione e continuità con la medicina territoriale, in modo che costituiscano un presidio a basso costo e ad alta sicurezza per i piccoli traumi, per il primo intervento di bassa intensità assistenziale e per la selezione dei pazienti da avviare ai centri avanzati, che saranno sempre più ridotti e sempre più lontani da raggiungere;
  • – potenziamento della rete del 118, oggi diminuito nei numeri e nei mezzi, anche facendo sostare mezzi di soccorso in aree sprovviste di PS nel raggio dei 30 km;
  • – riconoscimento normativo delle medicine complementari e degli operatori delle discipline del benessere della persona, a cui ricorre in forma privata una gran parte della popolazione e i cui esiti si dovranno adeguatamente valutare con il supporto dei servizi epidemiologici.

3.2.3 – Efficienza e corruzione

L’efficienza in sanità è frutto di una responsabilizzazione globale del personale addetto e non dell’attuale cottimizzazione dei tempi di erogazione dei servizi. L’attività di cura è di per sé intrisa di valori etici di cui il personale sanitario è in larga maggioranza portatore e testimone. La maggiore efficienza del sistema sanitario si realizza evitando il logorio fisico e mentale indotto da attività lavorative spersonalizzanti e burocratizzate. Il grave fenomeno del burn-out si previene sostenendo e incoraggiando il potenziale creativo degli operatori su cui si fonda ogni cura efficace.

Nelle strutture sanitarie, soprattutto quelle ospedaliere, dovrà essere attivata una capillare azione di contrasto alla corruzione, che non si esercita solo con tangenti, favori e lavori inutilmente protratti per anni, ma anche con assunzioni clientelari, a rischio di peggiorare continuamente la qualità professionale degli addetti.

La Regione dovrà realizzare un sistema di controllo per garantire l’assenza di ogni infiltrazione mafiosa e la diffusione ulteriore di un sistema di clientele che negli anni ha minato l’efficienza, quando non addirittura, la qualità dell’assistenza piemontese.

Inoltre, agiremo senza indugi per contrastare qualsiasi progetto che miri alla svendita o alla liquidazione del patrimonio edilizio della sanità, valore inestimabile anche per la continuità e la sicurezza delle attività di cura.

CONCLUSIONI
"L'unità degli uomini genera la diversità umana e la diversità umana mantiene uniti gli uomini." - Edgar Morin

La politica di civiltà ci richiama ad un impegno forte che non è più rinviabile: essa è oggi una necessità storica. Come dice Edgard Morin, la politica di civiltà non indica un modello, e neppure un progetto, ma una via. Essa ci impegna alla riconquista del nostro presente, alla riscoperta del passato, e alla rinascita del futuro.

La politica di civiltà permette di alimentare una speranza concreta. E la speranza è l’ingrediente vitale di cui abbiamo tutti bisogno – e con noi la politica.

Non potremo certo eliminare dal mondo l’incertezza e il dolore, ma li potremo meglio affrontare nella condivisione, nella partecipazione, nell’azione comune, nella fratellanza, nell’amore.